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Progetto Carnevale 2003

Serena Rabitti, docente di lettere classe II F t.p., scuola media statale “Morosini Sansovino”, Venezia

Laboratorio L’ombra e il gioco della maschera (25/26/27/28 febbraio 2003)

L’iniziativa, promossa dal Consiglio di Quartiere n. 1, è parsa sin dall’inizio molto interessante: con il ‘pretesto’ carnevalesco di un lavoro sulla maschera veniva proposto un intervento in profondità sugli alunni, facendo uso di una metodologia che si avvale dei linguaggi espressivi per migliorare la conoscenza di sé, la capacità di ascolto e di relazione.

Non è stato semplice, inizialmente, decidere di aderire a un progetto che prevedeva la sospensione per quattro giorni di tutte le attività strettamente scolastiche (e che quindi ha richiesto la condivisione dell’iniziativa da parte di tutto il Consiglio di Classe). Il progetto, inoltre, si presentava impegnativo, sia in termini di tempo (dalle quattro alle otto ore al giorno) sia per il tipo di attività proposta. Dai primi contatti informativi avuti con gli animatori era emersa poi la necessità che ci fosse un docente referente del progetto: difficile se non impensabile la rotazione dei docenti come avviene normalmente al cambio d’ora con il cambio delle discipline... Auspicabile anche che il/i docente/i coinvolto/i nel progetto si mettesse/ro in gioco, in discussione insieme agli alunni...

Praticamente, il progetto ha visto coinvolte due classi seconde: la II F a t.p. (22 alunni) della scuola media statale “Morosini Sansovino”, sede palazzo Jagher, e la II G a t.n. della scuola media statale “Alighieri”, sede Calvi.

L’attività si è svolta tutta presso la sede della “Calvi”, dove sono presenti molti spazi adatti al tipo di lavoro (palestra, grandi aule velocemente ‘trasformabili’, spazi esterni).

I laboratori (movimento del corpo e danza, ritmo e canto, costruzione di maschere) sono stati tenuti da due animatori dell’Associazione culturale di ricerca educativa Dulcamara, Gerolamo Minasi e Gianluca Marroccia.

Le due classi hanno lavorato separatamente nei primi due giorni, una al mattino, l’altra nel pomeriggio, per quattro ore; nei due giorni successivi sono rimaste a scuola tutto il giorno, pur continuando a fare laboratori separati, incontrandosi e facendo conoscenza reciproca durante le pause e il pranzo; infine, nel pomeriggio di venerdì, hanno entrambe realizzato una piccola animazione teatrale – sintesi dell’attività svolta – divenendo prima attori e poi spettatori.

Difficile ricostruire ordinatamente le diverse fasi vissute dalle due classi: i laboratori veri e propri erano preceduti da momenti di lettura/racconto da parte degli animatori e di confronto tra le storie dei ragazzi, utili per educare all’ascolto dell’altro, alla riflessione personale e collettiva. Gli stimoli offerti dalle storie toccavano temi importanti per la ricerca di se stessi, per l’individuazione di paure e desideri, per la conoscenza/accettazione degli altri.

I laboratori hanno permesso ai ragazzi di esprimersi, di condividere emozioni, di sperimentare nuove modalità di relazionarsi tra loro, con i docenti coinvolti, con gli animatori stessi.

Per la mia classe è stata un’esperienza importante, che ha visto alcuni momenti molto suggestivi e che sicuramente lascerà una traccia tangibile nel percorso educativo degli alunni coinvolti, traccia già riscontrata nei giorni immediatamente successivi, al ritorno alla ‘normalità’ scolastica.

Importante è adesso non lasciare isolata l’esperienza, ma in qualche modo continuarla: sia in classe, con un lavoro di approfondimento, sia trovando almeno un altro momento di incontro/scambio con la classe della Calvi prima della fine dell’anno scolastico.

Per la mia formazione di docente è stato un ‘massiccio’ aggiornamento sul campo: ho potuto lavorare sia con la mia classe che con quella della Calvi (verificando le diverse dinamiche in gioco e le diverse strategie messe in atto dagli animatori), confrontarmi con gli altri colleghi coinvolti e soprattutto discutere e approfondire le metodologie e le esperienze di questo gruppo, grazie alla disponibilità dei due educatori (ben oltre i tempi di lavoro previsti!).

Concludo naturalmente ringraziando il Consiglio di Quartiere n. 1 per la possibilità offerta, ma soprattutto auspicando che prosegua su questa strada di promozione di attività così necessarie nella scuola di oggi.


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